LA GESTIONE DEI FIGLI POST DIVORZIO

La separazione dei genitori rappresenta un cambiamento significativo dell’assetto familiare che coinvolge più aspetti : emotivo, psicologico, economico ed organizzativo. È importante mettere i figli nella condizione di comprendere quanto stia accadendo dal momento che, come sostiene la psicoterapeuta Anna Oliviero Ferraris:

I bambini come gli adulti, hanno bisogno di cogliere i nessi che legano fra loro gli eventi significativi della propria vita, di dare un senso alle proprie esperienze e di ottenere conferme di ciò che vedono, soprattutto quando le loro sensazioni li riguardano direttamente.

Dai figli non si divorzia. A cura di BUR parenting, 2015. p. 34

COME AIUTARE, QUINDI, I FIGLI NELLA SEPARAZIONE?

  • Prima di tutto, è importante che i genitori, possibilmente insieme, si ritaglino uno spazio e un tempo per spiegare ai figli che mamma e papà non vanno più d’accordo e che dopo averne parlato a lungo hanno preso questa decisione.

Occorre adeguare il contenuto della comunicazione all’età del bambino e al suo sviluppo psicologico, essendo attenti a trasferire il concetto in base al quale anche se mamma e papà non vivranno più insieme l’amore che nutrono per loro resterà vivo per sempre.

Nel corso di una separazione, infatti, accade non di rado che i figli nutrano una doppia responsabilità sia nei confronti dell’evento in sé che nel dover mantenere unita a tutti i costi la famiglia : ecco perché una spiegazione razionale e sincera gli consentirà di ridimensionare tale investimento, di approcciare al cambiamento con un maggior senso di  fiducia nei confronti della famiglia e di mantenere ben saldi i loro punti di riferimento affettivo, evitando di creare false aspettative ed illusioni.

  • Inoltre, è fondamentale che ai figli venga offerta l’opportunità di esprimere i propri stati d’animo invece di richiedere loro un comportamento immediatamente comprensivo della situazione : sentirsi accolti e validati nelle loro emozioni rappresenterà un’ importante occasione per imparare ad ascoltarsi e a gestire lo tzumami emotivo in cui si sono venuti a trovare.

Per i bimbi più piccoli ciò significa non liquidare le esplosioni di rabbia, l’inappetenza, l’eventuale ritiro dalle relazioni con i pari con “sono capricci, me la sta facendo pagare per tutta questa situazione!” quanto piuttosto empatizzare con l’unica modalità di espressione emotiva che conoscono e che porta con sé una richiesta di aiuto che si può tradurre così  : “ Aiutami a mettere ordine in questo caos che avverto e che non so gestire, insegnami a non aver paura delle mie emozioni e a dirmi che anche se sono molto arrabbiato ed impaurito ho diritto ad esserlo e che non sono un cattivo figlio solo perché non assecondo la tua volontà, insegnami che la vita è bella nonostante i problemi, che posso fidarmi delle mie e delle tue capacità di venirne fuori, insegnatemi voi, mamma e papà, perché io non so come si fa..”.

Spesso, in un momento così delicato, anche ai genitori potrebbe venire da piangere: è una reazione normale e comprensibile che non deve essere censurata proprio perché insegna ai bambini che le emozioni spiacevoli possono essere gestite in modo sano e funzionale ad una corretta elaborazione di questo importante cambiamento.

  • Altro elemento importante da considerare concerne il coinvolgimento dei figli nelle piccole scelte quotidiane che andranno a ridefinire l’organizzazione della vita familiare al fine di renderli parte attiva di un cambiamento che, altrimenti, rischierebbero di subire in tutto e per tutto : ad esempio, coinvolgerli nella scelta dei mobili della cameretta della nuova casa del genitore che trasloca potrà aiutarli a ricostruire uno spazio fisico ed emotivo accogliente e rassicurante.

I figli vanno lasciati liberi di condividere la malinconia provata per l’assenza dell’altro genitore nel momento in cui avviene concretamente la separazione o, ancora, nel corso delle prime notti vissute nella nuova casa : per i bimbi più piccoli può essere d’aiuto avere con sé un piccolo oggetto che ricordi il genitore e che gli dia serenità per affrontare tale cambiamento.

In definitiva, il modo in cui i bambini si adattano alla separazione dipende dalla capacità dei genitori di mettere da parte la conflittualità di coppia e di collaborare per il bene familiare (Emery e Forehand, 1994).

Numerose ricerche hanno, infatti, evidenziato che mantenere come priorità i bisogni dei figli agevola una relazione migliore anche fra gli ex coniugi dal momento che sprona entrambi a focalizzarsi sul ruolo genitoriale e a considerarsi vicendevolmente delle risorse preziose per la crescita e l’educazione dei figli.

Autrice Dott.ssa Scarano Stefania


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