Mamme e papà aspettano fiduciosi che il loro bimbo pronunci le sue prime paroline, un momento davvero indimenticabile!

Ma quando dovremmo aspettarci l’arrivo di questo momento?

Quali sono i prerequisiti e come evolve il linguaggio?

E se le prime paroline tardano a arrivare?

Ecco alcune informazioni da sapere sullo sviluppo comunicativo-linguistico da 0 a 3 anni in attesa dell’arrivo delle prime paroline!

Le tappe dello sviluppo del linguaggio

“Ogni bambino ha i suoi tempi per imparare a parlare; c’è chi inizia prima e c’è chi inizia dopo.”

Il viaggio del bambino alla conquista del linguaggio comincia molto presto e a 3 anni potrebbe essere già quasi completamente conclusa; sicuramente sarà capitato anche a voi di stupirvi sentendo parlare un bimbo di soli 3 anni ma credetemi se vi dico che a quest’età il linguaggio è più simile a quello di un adulto di quanto di possa immaginare!

  • Da 0 a 6 mesi il bambino comunica attraverso pianti, risolini e suoni gutturali.
  • Da 6 a 12 mesi inizia e si sviluppa la fase della lallazione: il bambino produce in serie suoni composti da consonanti e vocali, inizialmente in forma ripetuta (ghe-ghe-ghe, ma-ma-ma) e successivamente in forma variata (ba-ba-ta, ma-ta).
  • Da 12 a 15 mesi ecco comparire le prime paroline! Il bambino possiede un vocabolario di circa 10 parole composto prevalentemente da onomatopee (gnam, bau) e da semplici parole bisillabiche (mamma, papà, nonno).
  • Da 15 a 36 mesi si assiste ad un’esponenziale crescita del vocabolario lessicale e alla combinazione di parole per formare frasi sempre più complesse. Da 15 a 18 mesi il bimbo possiede un vocabolario fino a 100 parole e utilizza una sola parola con la funzione di frase (se il bimbo dice “palla” potrebbe voler significare “ecco la palla!” oppure “giochi a palla con me?”). Verso i 24 mesi il bambino inizia a combinare le parole formando frasi di 2, 3, 4 elementi fino ad ottenere, tra i 30 e i 36 mesi, un vocabolario lessicale di oltre 1000 parole e la capacità di comporre frasi ben strutturate e complesse (è sempre presente il verbo e gli articoli). Nonostante l’abilità di produrre i suoni a 36 mesi sia quasi completa, dobbiamo comunque tener in considerazione che l’articolazione corretta di alcuni suoni più complessi può comparire anche successivamente (pensiamo al suono della famosa /r/, ma anche al suono /ʎ/ di aglio o al suono /ɳ/ di gnomo).

I prerequisiti del linguaggio

“Il successo della comunicazione è più importante della singola parola pronunciata bene”

E questo il bambino lo sa bene, lo sa per istinto! Prima infatti che compaiono le parole il bambino è in grado di comunicare in modo efficace e di mettersi in relazione con noi grazie ad una serie di capacità che sono i prerequisiti indispensabili affinché si possa poi sviluppare il linguaggio.
Nel primo anno di vita, quando il bambino ancora non parla, è dunque possibile osservare e promuovere le seguenti capacità:

  • Intenzionalità comunicativa (dal 2° mese di vita): è l’interesse del bambino a voler comunicare per raggiungere i suoi obiettivi.
  • Contatto oculare e attenzione congiunta: fin dai primi mesi di vita agganciare e mantenere lo sguardo è fondamentale per creare una relazione con l’interlocutore; più avanti verso il 10° mese di vita) il bambino sarà in grado di dirigere lo sguardo anche verso l’oggetto/azione di interesse della conversazione.
  • Imitazione: saper imitare è fondamentale per l’acquisizione del linguaggio (oltre che di numerosissime altre abilità).
  • Alternanza dei turni (dal 3° mese): abilità base nelle conversazioni sociali
  • Utilizzo dei gesti: sono i precursori delle prime parole! I primi a comparire, dall’8° mese, sono i gesti deittici (indicare, mostrare) e dal 10° mese si assiste alla comparsa dei gesti referenziali che hanno una maggior valenza sociale (“ciao” con la manina, “bravo” con l’applauso).
  • Gioco simbolico: attraverso il gioco il bambino conosce il mondo che lo circonda. Il gioco simbolico, in particolare, che compare verso i 12 mesi, presuppone l’abilità di “far finta”. Questo è un passaggio importante in funzione del linguaggio che utilizzare le parole per veicolare, in maniera del tutto simbolica, qualcosa di astratto (il significato).

Campanelli d’allarme di ritardo di linguaggio

“Parola dopo parola, imparare a parlare è una meravigliosa scoperta,

 un percorso fatto di piccoli successi quotidiani da affrontare insieme”.

Mamme e papà sono gli spettatori privilegiati di questo viaggio alla conquista del linguaggio che i loro bambini compiono! Alcuni bambini nel corso di questo viaggio possono rallentare oppure possono non trovare subito da strada da percorrere e per questo motivo è importante comprendere come poter essere d’aiuto sin dai primi anni di vita. Ecco dunque quali sono i campanelli d’allarme a cui porre attenzione quando si parla di sviluppo di linguaggio a quest’età con l’invito a consultare un professionista nel caso in cui aveste qualche dubbio:

  • Lallazione scarsa o assente a 10 mesi
  • Ritardo nella comparsa dei gesti comunicativi a 15 mesi
  • Ritardata e/o limitata produzione delle prime parole a 18 mesi
  • Produzione linguistica < 50 parole a 24 mesi
  • Assenza di combinazione di parole a 30 mesi
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