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La storia di Valentina

Carissime Mamme,

è da un po’ di tempo che cerco una storia da raccontare e che vi tenga attaccate allo schermo per un po’.

Forse oggi è la volta buona, chissà.

Io intanto vi lascio leggere la storia di Valentina, mamma di Viola e moglie di Roberto.

“La mia storia parte nel giugno 2014 quando un amico (ora mio cognato) mi chiese in prestito la macchina per andare a prendere suo fratello appena arrivato dalla Sicilia. Fu subito amore tra me e suo fratello, i miei occhi erano i suoi.

Non ci siamo sbilanciati subito ma quando mi portò in Sicilia, nella sua amata Palermo, restai a vivere con lui per un anno.

Nel 2015 rimasi incinta, eravamo felicissimi perché desideravamo moltissimo un figlio, ma purtroppo dopo due mesi arrivarono dei dolori forti al basso ventre e delle perdite.

La corsa in ospedale fu inutile, il referto fu aborto spontaneo.

Il colpo al cuore fu forte, molto forte per entrambi. Non parlammo più di un figlio. Ci siamo allontanati per un po’ per il suo lavoro e per delle incomprensioni familiari. Nell’ aprile 2016 abbiamo preso una casa in affitto, ci aiutavamo l’un l’altro così da diventare una grandissima famiglia.

A novembre dello stesso anno, dopo un lungo ritardo, abbiamo deciso di prendere un test di gravidanza.

Doppia linea, test positivo, ci siamo guardati. Eravamo stupiti ma felici così pochi giorni dopo feci le analisi del sangue per esserne sicura. Ero incinta!!!

Eravamo felicissimi, abbiamo anche aspettato a dirlo alla famiglia ma mia suocera aveva già capito tutto.

Da lì è cominciato un lungo percorso e non nego ci fosse molta paura, per un altro aborto spontaneo.

I mesi passavano e la gravidanza andava benissimo, nessun problema il piccolo fagiolino cresceva dentro di me.

Al quinto mese di gravidanza abbiamo scoperto il sesso del fagiolino.

Una bella femminuccia, ci siamo guardati e felici abbiamo esclamato Viola!

Di lì a poco tutto era pronto, la cameretta, i vestitini, il passeggino e la borsa per l’ospedale.

Arriva luglio, data presunta del parto il 28.

La notte tra il 24 e il 25 mi rigiravo nel letto, non riuscivo a dormire perché ho iniziato ad avere dei dolori, nulla di eccessivo ma non riuscivo proprio a chiudere occhio.

Il mio compagno, il mattino seguente mi disse di andare in ospedale ma decidemmo di prendere tutto e partire dopo pranzo. Una volta arrivati in reparto al primo tracciato volevano mandarmi a casa ma dopo la visita mi dissero di non muovermi e di aspettare perchè ero dilatata di 4 cm.

Ricordo che il tempo è volato, vicino a me avevo il mio compagno.

L’ostetrica che seguiva tutti i progressi è stata dolcissima e bravissima ma il suo volto non lo ricordo e questa è una cosa che mi dispiace molto.

Mezzanotte ed è già il 26 luglio. Mi portano in sala parto e quando pensavo di non farcela il mio compagno mi ha stretto forte la mano dicendomi che ormai mancava poco e che ce l’avrei fatta perché sono forte.

E così fu, Viola è nata alle 2.15 del mattino 52cm 3390kg con parto naturale.

Finalmente fra le mie braccia, le lacrime di commozione del mio compagno.

Eccoli, loro due, le cose più belle che potessi avere dalla vita.

Ancora non mi sembrava vero, ero felicissima e accanto a me lo erano tutti, tanta gioia in un momento unico e indimenticabile.

I giorni in ospedale sono stati tranquilli anche se non vedevo l’ora di uscire per stare finalmente a casa. Noi tre, la nostra bella famiglia, ancora non sapevo cosa sarebbe successo.

Arrivato il giorno delle dimissioni, venerdì 28 luglio, arriviamo a casa nel pomeriggio e la sera tutta la famiglia si è riunita per mangiare tutti insieme felicissimi.

Siamo stati a casa il sabato ma la piccola era strana cosi siamo andati al pronto soccorso pediatrico, l’hanno visitata e il primario, dopo l’ecografia ai reni esclama:

<<la bambina è disidratata e ha i reni prosciugati, le diamo il latte artificiale>> .

Io ho iniziato ad essere preoccupata, il peso della piccola Viola era di 2900, aveva perso mezzo chilo in due giorni. Ero disperata. Ricoverano la piccola. Ci portano in stanza e iniziano la terapia.

Vedere la propria figlia con una flebo e con entrambe le braccia viola per i prelievi a 4 giorni di vita mi ha distrutta, pensavo di non farcela a reggere tutto, mi sentivo in colpa perché non mi ero resa conto che mangiava poco.

In quei giorni il mio compagno è stato la persona più importante che potessi avere al mio fianco, mi ha dato la forza e mi è stato vicino come non mai. Ero molto triste, cercavo di attaccare mia figlia al seno e poi piangevo, sì piangevo come una disperata perché mi veniva sempre in mente tutto quello che era successo e come stava e tutto quello che doveva sopportare.

So che molte altre persone hanno vissuto cose peggiori e sono veramente genitori fortissimi, perché so come mi sono sentita io e non oso immaginare loro cosa possano provare.

Dopo giorni di latte artificiale, flebo e tutti i controlli ho deciso di darle solamente il latte artificiale, perché le trasmettevo tutto quello che provavo quando l’attaccavo al seno. La guardavo ed era agitata mentre con l’artificiale era tranquilla e serena.

Il giorno delle dimissioni andammo subito a comprare il latte e poi a casa tutto fu più tranquillo, tutti insieme. Lei cresceva, uscivamo e stavano tutti sempre insieme.

Ogni giorno era sempre più bello, il tempo volava, ogni sguardo e sorriso rendeva le giornate magiche.

Ricordo che il mio pensiero fisso era come avevo fatto senza di lei tutto quel tempo, è come se fossi sempre stata mamma.

Da quando è nata è come se si fosse aperto qualcosa dentro di me che solamente lei poteva aprire e da lì è stato vero amore.

Abbiamo traslocato  e con l’aiuto di mia suocera ho sistemato tutto. La nostra nuova casetta era stupendo.

Un nuovo lavoro per papà che dura tutta la settimana ma torna nel week end per poi ripartire.

Ci sono stati mesi in cui io e Viola aspettavamo le video chiamate e le foto del papà. Quanti sacrifici ha fatto il mio compagno per farci stare bene, lui lontano e soffriva perché non poteva stare con noi. Finalmente, dopo mesi, una bella notizia.

Un nuovo datore di lavoro e il nostro amore ritorna a  lavorare vicino casa.

Ora è davvero bello, siamo sempre insieme e il mio compagno la vede crescere come vuole.

Ovviamente da papà amorevole la vizia un po’ troppo mentre io no e mi sento un po’ cattivella.

Comunque la vita è piena di alti e bassi, l’importante è essere uniti e far prevalere l’amore. Quello fa andare avanti tutto.

Ora viola ha un anno e cinque mesi, parla, parla e parla. Dice di tutto, corre ed è felice, attorno a lei ha tanta gioia dei nonni che le vogliono bene e le stanno sempre vicini.

Ha anche una nonna in cielo, eh sì la mia mamma che purtroppo un brutto male l’ha portata via in 2 mesi.

Il 30 ottobre lei è volata via e ha smesso di soffrire e dentro me ho un dolore enorme che Viola e il mio compagno allievano molto, sono il mio antidolorifico. Ne approfitto per salutarla e per dirle che ci manca tanto.

Tutto questo è niente a confronto di molte altre storie e di quello che possa ancora succedere ma sono convinta che con amore ed essendo uniti potremmo superare tutto.

Questa è la mia storia.

Già che ci sono ringrazio molto una persona a cui voglio molto bene, è arrabbiata ma penso che prima o poi comprenderà.

Grazie tante perchè ci sei sempre stata e ti vogliamo molto bene tutti quanti.

Ora vi saluto;

ciao mamme e ciao piccoli angeli!”

Questa è una storia di sacrifici e tanto amore. Spero che la vita continui a sorridere a donne come Valentina. Il dolore per la morte di una mamma non passerà mai ma come ha scritto ci saranno sempre accanto a lei due angeli; Viola e Roberto.

Vi auguro di essere felici, sempre.

Se anche voi volete raccontarci la vostra storia, non esitate e contattate La rubrica delle mamme o me.

Autrice Chiara

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