Quanto crediamo, in cosa crediamo e soprattutto cosa trasmettiamo ai nostri figli?

Raramente  a casa si parla di religione ai giorni nostri, essa non gioca più un ruolo fondamentale all’interno della famiglia. Come mai? Secondo alcune ricerche parte tutto dalla famiglia d’origine, dai nostri genitori, che a differenza dei nonni non hanno saputo trasmettere il dono della fede. L’idea di base è che si possa vivere senza alcun riferimento spirituale. Cambia dunque il modo di approcciarsi alla vita, veniamo educati ad affrontare i problemi per conto nostro senza cercar sostegno da parte di entità superiori, subentra successivamente la mancanza di dialogo, aumentano i conflitti familiari.

All’interno di una famiglia troviamo sempre più membri che si dichiararo non credenti. La “comunità” intesa come gruppo fisico di sostegno piano piano sta svanendo per dar spazio alle community. Avete capito bene! Proprio all’interno dei social creiamo la nostra rete solidale fatta di dialogo e ascolto. Se quindi una volta si chiedeva aiuto ad un Dio oggi ci rifugiamo e colmiamo i nostri vuoti attraverso amici, siano essi reali o virtuali. Pensiamo male di Dio? No, semplicemente pensiamo che non esista un Dio.

Questa nuova società ha bisogno di concretezze. Ecco però che ad un certo punto subentra una sorta di incoerenza: ci definiamo atei, non preghiamo, non crediamo, ma ci sposiamo in chiesa, battezziamo i nostri figli, piangiamo la morte dei nostri cari partecipando a riti religiosi. Come mai? Come mai in determinate occasioni torniamo all’ovile? Sarà per cultura?  Sarà perché in fondo abbiamo una sorta di fede interiore? Oppure è per compiacere la famiglia al fine di non creare dispiaceri, soprattutto se si hanno dei nonni ancora in vita?  Vi siete mai posti queste domande? Certo non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, non generalizziamo eccessivamente, sicuramente ci saranno tante differenze e distinzioni da fare.

E voi che ne pensate a riguardo? Come vi definite in questo ambito religioso? Siete credenti ma non professate, credete e praticate andando in chiesa tutte le volte che la vostra religione ve lo impone o semplicemente vi definite atei? Siamo proprio curiosi di scoprire e perché no di creare un dialogo costruttivo riguardante questo argomento.

Il mio percorso con la fede ( Letizia)

Sono nata e cresciuta credendo in Dio, un Dio grande, un Dio buono, in grado di aiutarci a superare qualunque difficoltà…a tutto c’è una soluzione, perché Dio è lì, sempre pronto a tendere una mano verso i suoi figli.

È questo quello che mi è stato insegnato, è questo quello in cui ho sempre creduto ed è proprio il pensiero di un Dio grande che veglia su di noi la base portante su cui io e mio marito abbiamo fondato la nostra famiglia.

Siamo entrambi nati e cresciuti in una piccola comunità, Solicchiata, un piccolo paesino alle pendici dell’Etna, che conta non più di 700 anime, molto unite, con una chiesetta, piccola, ed il nostro Padre di sempre, Padre Orazio, il gigante buono, colui che ci ha guidati nel nostro percorso di fede…ci ha visti crescere, ci ha dato la prima comunione, il Sacramento della cresima, ci ha visti innamorare, ci ha ascoltati nei momenti di crisi, come solo un amico può fare.

D’avanti a lui e a Dio abbiamo celebrato il nostro matrimonio…marito e moglie, uniti da una grande fede. A Dio abbiamo confidato il sogno di diventare una grande famiglia e ed lì, nella nostra chiesetta che Dio ci ha riuniti per celebrare i battesimi dei nostri figli. È lì, in quella chiesa che abbiamo gioito, insieme a Padre Orazio, che ben conosceva il nostro sogno da ragazzi, vedendo realizzata la vita che tanto sognavamo.

Andare a messa é un po’ come ritornare a casa, sentirsi protetti, in un posto sicuro, dove anche se entri con un grande pensiero nel cuore, sai che a tutto c’è una soluzione. Questo per noi è avere Fede.

I miei dubbi (Federica)

Quando mi è stato chiesto di dare la mia opinione sul tema della religione e come viene vissuta nella nostra casa mi sono trovata un po’ spiazzata. Ci ho pensato e ho capito che anche noi siamo un po’ indecisi e come molte altre famiglie ci troviamo a porci alcune domande su questo tema. Credo che ci sia ancora tanto da approfondire e capire, per questo appoggio questo dibattito affinchè diventi anche per me un momento di crescita attraverso le riflessioni di tutti coloro che apporteranno qualche commento in merito.

Mia figlia è battezzata e a scuola frequenta l’ora di religione che nel nostro istituto è strutturata in modo da essere una visione su più religioni e un percorso che porti i bambini ad aprirsi e a conoscere e capire gli altri credo. In merito al catechismo ed al percorso dei successivi sacramenti siamo ancora in una fase di decisione in quanto non sappiamo se lasciare a lei la scelta di frequentare o meno e soprattutto se sia in grado a questa età (6 anni) di capire il cammino che sta per intraprendere.

Detto questo io ho dei bellissimi ricordi legati agli anni in cui frequentavo il catechismo e l’oratorio dove passavo le domeniche dopo la messa con gli amici e le caldissime estati tra piscina e campeggi. Come in tutte le cose però non vorrei proiettare le nostre aspettative sulla piccola o a forzarla, ma aiutarla a scegliere secondo le sue inclinazioni. Insomma siamo ancora immersi nelle nostre riflessioni.

La mia fede Sfiduciata (Valentina)

In generale penso che l’uomo nella vita debba poter credere in Qualcosa per giustificare gioie e dolori dell’esistenza. Che sia un Dio, un albero, un profeta, una statua, abbiamo bisogno di affidarci a un’entità più grande di noi, non tangibile ma presente. Io sono cresciuta in una famiglia cattolica a “pane, amore e catechismo” ma un po’ come tutti i bambini. Il mio approccio alla religione era abbastanza inconsapevole. 

Oggi mi sento una cristiana cattolica sfiduciata e un po’ pigra. Nonostante tutto credo fortemente nel mio Dio, che ci sia un perchè più grande di noi, credo in ciò che è stato e che sarà. Ho un po’ meno fiducia nel modo in cui l’uomo interpreta la religione, non solo quella cattolica. È tutto troppo estremizzato o preso alla leggera e purtroppo anche la religione sta diventando sempre di più una questione politica. So che in ogni caso, un vero cattolico, non deve badare a questi contorni, e dovrebbe recarsi in Chiesa per pregare il proprio Dio.

Io, in questo periodo della mia vita, non ne ho voglia ed è per questo che mi reputo una cattolica pigra. Ma lo ammetto, e non mi nascondo dietro a un”sono credente ma non professante”, anche se effettivamente è così.
Il mio compagno è leggermente più pragmatico (o forse più sfiduciato di me, o forse semplicemente ateo) ma la religione a casa è comunque argomento di confronto e non di scontro. Elia è stato battezzato e finchè lo vorrà farà parte della comunità cattolica. Mi piacerebbe comunque mostrargli le altre realtà e insegnargli i principi di uguaglianza e fratellanza al di là dei credo. Se un giorno dovesse voler intraprendere una strada diversa sarà libero di farlo.

E tu invece cosa ne pensi della religione? Credi ancora in qualcosa? Vorresti condividere con noi la tua opinione? Scrivici nei commenti!!!

Autrici Martina, Federica, Letizia, Valentina T.

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