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La magia del Natale

Quando ero bimba, il giorno di Natale era importantissimo per me. La vigilia era qualcosa di emozionante, non per i regali, aperti tassativamente a mezzanotte, ma per il calore che si viveva in casa.

L’odore dei biscotti che preparava mia nonna, le persone che suonavano alla porta per festeggiare con noi o semplicemente per farci gli auguri, il telefono che squillava ogni minuto, i parenti che presi dall’euforia si dimenavano tra le cartelle della tombola e piatti pieni di stuzzichini.

I cugini, gli zii, le nonne, i vicini di casa, le amiche e gli amici, tutti a vivere questi bellissimi giorni di feste insieme.

Allo scoccare della mezzanotte si aprivano i regali, belli o brutti, che aspettavo tutta la giornata e mi riempivano il cuore di gioia.

Erano giorni pieni di felicità, dove tutto lo stress e la tristezza passavano.

In quei giorni si respira qualcosa di diverso, l’aria cambia e io mi sono sempre lasciata trasportare dalle emozioni che mi suscita tutto ciò.

Ogni anno sempre le stesse tradizioni e le stesse persone fino a quando qualcosa è cambiato.

Man mano le persone che venivano a trovarci diminuivano con il tempo. Il bussare alla porta era diventato un rumore di cellulari.

E così, invece di continuare le tradizioni tramandate dai nonni, bisnonni e trisnonni mi sono ritrovata a scrivere per molti anni “Buon Natale e felice anno nuovo a te e famiglia”.

Qualcosa mancava sempre, i biscotti della nonna, la tombola urlata in dialetto, le risate e i pandori pieni di zucchero a velo.

Poi è nata Beatrice.

Sono stata ricoverata proprio le due settimane che precedono il Natale e avevo tanta di quella paura che, alla fine, la mia cucciola è nata prima. Proprio come un segno. Io ci credo al destino.

Beatrice è nata il 19 Dicembre 2017, settimina, con talmente tanta voglia di stare con mamma e papà da non poter aspettare di nascere a Febbraio.

Ha deciso di nascere poco prima di Natale quindi ci siamo ritrovati a festeggiare tutte le festività in terapia intensiva, almeno finché non avesse preso il peso giusto.

Quando siamo arrivati a casa con Beatrice per la prima volta, era il 9 gennaio 2018. Mi sono sentita a pezzi. Ero così felice di averla a casa, di iniziare una nuova vita insieme a lei.

Proprio per questo mi sono ripromessa di regalarle il suo primo, vero, Natale a casa. Le insegnerò tutte le tradizioni che ho appreso dagli anziani della mia famiglia e di quella di mio marito.

Proveremo a preparare l’albero insieme e scegliere in che modo mettere il puntale.

Le insegnerò ad aspettare fino a mezzanotte per aprire i regali di Babbo Natale, perché lui esiste. Proprio così. Lui è li che aspetta i biscottini e il latte vicino all’ albero.

E poi le farò tenere il tombolone e farle dire i numeri in dialetto. Che sia Lucano o Calabrese poco importa, basta che si riconosca nelle sue origini.

Ci saranno ancora i messaggini di natale ma prima impareremo a creare dei bigliettini fatti a mano.

Tutto sarà molto più bello, perché quando hai dei figli e diventi mamma o papà tutto intorno cambia. Tutto diventa magico.

Magico come il Natale.

Autore Chiara

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