Come e quanto cambia il rapporto di coppia dopo la nascita dei figli?

La nascita di un figlio rappresenta per la coppia un evento dalla notevole portata trasformativa che costringe a ridefinire l’identità dei neo-genitori in modo profondo nonché i ruoli in ambito familiare: ciò è sinonimo di cambiamento e sappiamo bene quanto il cambiamento, quasi sempre, implichi possibilità e rischi.

La crisi che accompagna questo passaggio evolutivo è sana e positiva se favorisce la crescita psicologica dei coniugi, negativa qualora la famiglia non riesca ad organizzarsi.

In casa si contrae fisicamente lo spazio abitativo, aumentano i bisogni, si scatena una rivoluzione di regole e la coppia si vede costretta ad aprire i confini per il nuovo nato.

Una richiesta di aiuto sempre più frequente in psicoterapia concerne proprio la difficoltà a ricercare questo nuovo equilibrio relazionale : il passaggio dalla vita a due a tre o più figli risulta complesso e non sempre tutto procede come lo abbiamo immaginato.

Nessuno ci dice in anticipo il cambiamento radicale a cui andremo incontro ed anche se lo fanno difficilmente se ne può comprendere l’entità fin quando non ti ritrovi un fagottino fra le braccia totalmente dipendente da te che ti scaraventa in questa nuova dimensione fatta di poppate, notti in bianco e coccole al sapore di latte.

È ovviamente un’esperienza meravigliosa e unica, ma anche stressante e potenzialmente capace di mettere in crisi la coppia se pensiamo all’incremento del carico di responsabilità accompagnato dal timore di non farcela o ancora di vedere ridotta significativamente la propria libertà.

A tutto ciò si aggiungano le difficoltà causate dal minor tempo speso insieme come coppia: nelle giornate frenetiche che tutti affrontiamo è possibile che vengano a rompersi equilibri consolidati e che si abbassi anche la soglia di attenzione per le esigenze del partner.

Dunque, la routine persa e da ricostruire ed il calo dell’intimità sessuale  sono non di rado complici beffardi delle crisi nella coppia dopo la nascita di uno o più figli.

Tutti questi aspetti, se non vengono tempestivamente condivisi tra i partner, rischiano di produrre un’insoddisfazione crescente che in genere non viene dichiarata direttamente ma resta in incubazione per emergere sotto altre forme e con altre modalità durante l’interazione quotidiana, ad esempio attraverso piccoli comportamenti ostili che mal dispongono ancora di più il partner che si sentirà aggredito e si chiuderà in modo difensivo aggredendo a sua volta o rifiutando il confronto.

Cosa possiamo fare?

Come è possibile sopravvivere a questo piacevole seppure  impegnativo tsunami emozionale e adattarsi ai nuovi ruoli genitoriali mantenendo l’affiatamento indispensabile per dare stabilità al matrimonio?

Riuscire a sostenersi l’un l’altro è probabilmente l’aspetto più importante per evitare che la crisi diventi irreversibile e per farlo è fondamentale COLTIVARE IL DIALOGO : trovare uno spazio e un tempo per permettere ad ognuno dei due partner di esplicitare le proprie difficoltà, le proprie paure, le proprie incertezze, i propri pensieri  favorisce una maggiore complicità, spesso le coppie in terapia scoprono di nutrire gli stessi timori soltanto espressi in modo diverso e ciò contribuisce a riavvicinarle e ad esprimere una maggiore comprensione per le esigenze del partner.

Parlare significa anche aprirsi al coniuge SENZA DARSI PER SCONTATI : a volte si è convinti di conoscersi talmente bene da poter comunicare per semplici accenni e sottintesi ma questa nella totalità dei casi si rivela una pericolosa illusione perché, così facendo, non facciamo altro che sostituirci al partner  con la presunzione di saper leggere nel pensiero.

Immaginate le implicazioni a livello relazionale di questa modalità : totale assenza di ascolto ed empatia con il rischio di recitare ogni volta veri e propri monologhi o, nei casi peggiori, arringhe accusatorie.

Inoltre, è importante ritagliarsi degli SPAZI DI INTIMITÀ PER LA COPPIA, contro tutti e tutto! E qui possono entrare in gioco i nonni, le babysitter e qualsiasi escamotage possa garantire ai due coniugi uno spazio e un tempo per ritornare complici come prima dell’arrivo di un figlio.

La coppia dovrebbe vivere questo spazio come un appuntamento settimanale irrinunciabile da pianificare a tutti i costi.

Infine, per preservare l’equilibrio di coppia è necessario SAPER PRESERVARE SE STESSI con i propri interessi ed esigenze : l’amorevole cura per i propri figli ed il proprio partner passa anche e soprattutto attraverso il sapersi prendere cura di se stessi e del proprio tempo, è fondamentale quindi organizzarsi con il coniuge in modo da alternarsi nella gestione dei figli per garantire un po’ di libertà reciproca.

Le competenze genitoriali richiedono tempo e si apprendono affrontando e superando gli ostacoli.

Quando ci sentiamo stanchi o stressati è importante ricordarci che non sarà sempre così ed essere comprensivi l’uno con l’altra : ciò che può fare la differenza non sta nel puntare ad una perfetta suddivisione dei compiti, quanto nel rendersi conto del contributo di ciascuno alla vita familiare, affinchè ci si senta davvero amati e valorizzati come persone e non solo utili.

Il messaggio che spero di essere riuscita a trasmettervi è un messaggio di ottimismo :  i matrimoni sereni si basano sulle buone capacità relazionali e tutti siamo in grado di apprenderle se siamo disposti a metterci in gioco e a rinegoziare gli obiettivi di unione familiare.

Autrice Stefania


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