Esperienze e suggerimenti da quattro mamme

Ci siamo…è arrivato il momento tanto atteso dalle mamme… Oggi si parla di capricci. Quante mamme sono stremate, esauste e nervose a causa dei capricci dei figli? Almeno 9 su 10 direi. Questo sarà un articolo a più mani dove ognuna di noi vi parlerà della sua esperienza con i capricci e speriamo possiate trarne qualche suggerimento utile per la vostra sanità mentale!!

Alessandra e le terribili tre!

Ora vi racconto la mia esperienza. Le mie figlie hanno 5 anni e mezzo la prima e due anni e mezzo le gemelle. Quest’estate siamo stati letteralmente soggiogati io e mio marito dai loro capricci. Arrivavamo a sera non vedendo l’ora che andassero a dormire. Ogni tanto volava anche qualche sberla, oltre ad urla ricatti, punizioni…tutto inutile.

Un giorno mi sono detta “perchè io devo farmi venire i capelli bianchi e tutto questo nervoso? perchè anche loro devono vivere in questo modo, alla fine non gli sto insegnando nulla, se non un sacco di no…”

Sono andata su Amazon , cercato mille libri, letto recensioni, guardato sui social gli autori..e ho acquistato due libri. In due giorni ho letto il primo libro sui capricci e iniziato subito a mettere in pratica ciò che veniva suggerito. In pochi giorni le cose sono totalmente cambiate. A questo punto sarete curiose di sapere qual’è il metodo segreto che ho usato…oltre a suggerirvi vivamente di comprare il libro “Smettila di fare i capricci. Come risolvere i capricci di tuo figlio senza urla o sgridate, anche se pensi di averle già provate tutte” , vi racconto cosa ho cambiato nel mio approccio con loro.

Prima cosa: noi li chiamiamo capricci, per loro è una richiesta di attenzioni. Ho iniziato a contestualizzare questi capricci ed effettivamente a volte era fame, sete, sonno o semplicemente voglia di stare con la mamma.

Ho smesso di urlare: mi abbasso, le guardo negli occhi e cerco di parlare con loro. Se sono arrabbiate le lascio stare un pochino o le abbraccio e poi cerchiamo di capire l’origine di urla o pianti.

Tempo: sia io che mio marito cerchiamo di coinvolgere in quello che facciamo, dal pulire, al cucinare, a stare al computer. Basta uno straccetto o una cuffia con la musica e loro sono partecipi dei nostri momenti e si sentono meno sole.

Sicuramente lo strumento di base dei genitori è sempre la pazienza!! Mio marito non ne ha e così intervengo io, cercando di arginare il suo fiume in piena. Lo faccio allontanare oppure spiego come dovrebbe fare e la cosa funziona, d’altronde anche noi genitori dobbiamo aiutarci in questi casi!!

Martina e la sua tremendissima!!

Con la mia piccola sto vivendo la famosa fase di negazione. Sembra che l’unica parola lei conosca sia per l’appunto NO. È frustrante, stancante, demotivante, pesante. Non le va bene nulla, fa capricci per tutto, non ascolta, mi provoca. Inevitabilmente perdo la pazienza e mi ritrovo ad urlarle in faccia, a minacciarla, a sculacciarla. Risultato? Come se avessi parlato al vento. Ecco che allora subentrano pianti e domande sul mio ruolo genitoriale.

Quello che più mi spiazza è che con mio marito non assume quell’atteggiamento. Con lui è più tranquilla, più obbediente. Sono giunta alla conclusione che il problema parta da me. Ho parlato con delle amiche e ho raccontato la situazione. Mi hanno consigliato più pazienza, mi hanno suggerito di mettermi nei panni di mia figlia, una bimba di neanche tre anni curiosa di scoprire il mondo. Da qualche giorno ci sto provando e devo dire che qualcosa si è smosso. Non è facile, anzi… ma voglio cambiare, voglio capire dove e come poter migliorare. Lo devo a me e a lei. 

Sonia e la sua piccolina!!

Ho una bimba di 7 mesi e mezzo che ha scoperto che può ottenere quel che vuole urlando a squarciagola. Ebbene, lo ha scoperto da un po’ ormai, ma non era così brava come attrice prima. Adesso riesce a stare anche le mezz’ore intere a piangere disperata come se l’avessi abbandonata sul ciglio della strada, invece l’ho solo lasciata nel suo recinto colorato, circondata dai tutti i suoi giocattoli con me a tre passi da lei.

E’ diventata un fenomeno! Strilla disperata e se fosse in grado si strapperebbe i capelli per attirare l’attenzione. Ogni sguardo che mi lancia con quegli occhi pieni di lacrime urla “MAMMA PRENDIMI!!”… un po’ resisto… ma poi? Eccomi la che la prendo e le passa tutto. Ci sono volte però che non posso stare tutto il giorno con lei in braccio… ho anche da fare! In questi casi se la poggio giù dalle mie braccia, che sia seggiolone, lettino, passeggino, dondolina… ricominciano le urla… quindi che fare? Ho capito che l’elemento che gioca a mio favore, almeno per la piccola età della mia bimba, è l’elemento curiosità.

Ho compreso che la devo distrarre e che, con tutta la pazienza che noi donne possiamo tirar fuori da non so dove, la devo far giocare. Trovo qualcosa di nuovo e glielo do. Intendo una qualsiasi cosa che non abbia già visto e che le si possa dare, ad esempio una cucchiarella di legno (ah quanto le piace). Inizialmente ci giochiamo insieme, gliela faccio vedere poi la nascondo, bu bu settete ed eccola qua di nuovo. Quando è interessata e non strilla più per altri motivi, gliela lascio e ci continua a giocare da sola…

Non dura a lungo ma ripetendo il metodo con vari oggetti riesco almeno a lavare i piatti.

Letizia, mamma di tre capricciosi!!

Io, che dentro di me ostentavo la mia forza nel riuscire ad essere perfetta, ho dovuto per forza di cose scontrarmi con la realtà, e cioè…i bambini fanno tutti e dico tutti i capricci!

Quante volte avrei voluto fargli fare ciò che volevano, anche se sapevo benissimo fosse cosa sbagliata, pur di evitare urla, pianti, disperazione più totale loro e di conseguenza mia? Tante, anche in questo caso!

Ma in quanto mamma, e di tre bambini “capricciosi”, ho capito che la cosa migliore da fare è far finta di non sentire…proprio così!

 Negli anni credo di essere arrivata alla conclusione che far finta di nulla, lasciar correre il capriccio sia la soluzione migliore da adottare. Aspettare che la situazione si sia calmata, per poi discuterne con calma, aspettare che il bimbo abbia capito che non ci frega nulla di tutto ciò che sta facendo perché per noi NO vuol dire NO, è la soluzione migliore per ridurre al  minimo il ripresentarsi del capriccio.

Capisco quanto questo sia complicato a volte da mettere in pratica, io stessa spesso ho perso le redini della situazione ed ho iniziato ahimé ad urlare ottenendo soltanto un peggioramento della situazione, ma se c’è una cosa che noi genitori abbiamo sin da subito capito è che bisogna avere pazienza…la pazienza, quest’arma segreta che ci viene in soccorso quando non sappiamo più a quale Santo aggrapparci…bisogna pazientare, mantenere la calma e lasciar correre, il capriccio finirà con la stessa velocità con cui è iniziato. Auguro  quindi a tutte noi mamme una grande dose di pazienza, con la speranza di un domani migliore!

Conclusione…

Quattro mamme, quattro esperienze, quattro modi di vedere i capricci. Ora sta a voi sperimentare e magari scriverci cosa fate in questi casi. Sicuramente possiamo trovare un filo conduttore che ci lega letto in tutti i paragrafi…PAZIENZA, tanta pazienza…prima o poi cresceranno!!

Autrici Alessandra con la preziosa collaborazione di Martina, Sonia, Letizia


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