3 pose yoga per un addome di ferro

Siamo già al terzo mese di allenamento insieme, state iniziando a notare gli effetti benefici del movimento sul vostro corpo? non avete ancora iniziato? Ogni momento è quello giusto! Muovere regolarmente il corpo è una attività dagli innumerevoli effetti benefici: tonifica i muscoli, migliora la nostra postura, regolarizza il metabolismo, apporta benefici al sonno, alza le difese immunitarie, rende più felici! Anche se iniziare è il momento che costa più fatica, facendo dei piccoli esercizi ogni settimana potrete rendervi conto di come non saprete più fare a meno. Assieme a La Rubrica delle Mamme ci alleniamo insieme, così da rendere tutto più divertente!

Ogni mese ci concentreremo su una specifica parte del corpo e andremo a svolgere insieme 3 esercizi ispirati alle pose dello yoga. Basteranno 5 minuti, non di più, consigliati da svolgere 5 giorni alla settimana. Anche se sei una mamma che non ha mai fatto sport, anche se l’idea di fare ginnastica ti fa venire l’urticaria, anche se ti senti completamente fuori allenamento, potrai trovare in questi esercizi ciò che fa per te: perché lo yoga è una disciplina che si adatta al corpo di chi la pratica.

Marzo pazzerello, così dice il detto.

E usiamo allora le energie del mese del risveglio per eccellenza per allenare una delle parti del corpo con cui spesso si ha più difficoltà: gli addominali. Quando viene nominata questa parte del corpo la maggior parte delle donne è pronta a correre via impaurita, ma il nostro scopo non è certo quello di ottenere una tartaruga perfetta per l’estate. Il nostro scopo è muovere e attivare questa parte del corpo, risvegliandola dolcemente e osservare come la sua tonicità ci potrà essere utile nella postura, nella regolarità intestinale, nella respirazione! La scienza dice che, nell’addome, sia custodito una sorta di secondo cervello, adibito principalmente alla gestione emotiva. Tutto quello che dunque riguarda le nostre emozioni e il nostro sentire passa da questa parte del corpo. Se proviamo dolore o riscontriamo delle problematiche posiamo chiederci: come vivo le mie emozioni?

Per svolgere questi esercizi non occorre nulla se non il nostro corpo e un tappetino (o un asciugamano). Mettiamoci sedute a gambe incrociate, colonna allungata e spalle rilassate, e facciamo qualche respiro a occhi chiusi, rilassandoci e lasciando andare ogni pensiero. Per questi cinque minuti ci occupiamo solo di noi e del nostro corpo. Portiamo l’attenzione sull’addome  e chiediamoci: come sta? Inspirando portiamo le mani verso l’alto, le uniamo sopra alla testa ed espirando le portiamo al cuore, per tre volte, a ritmo col respiro.

Esercizio 1: VYAGHRASANA

Iniziamo l’allenamento posizionandoci a quattro zampe. Inspirando abbassiamo la testa, spingiamo l’ombelico verso la colonna, la schiena si incurva e la gamba destra si piega avvicinandosi al petto. Espiriamo. Inspirando solleviamo la testa, l’ombelico spinge verso il tappetino, la gamba destra si solleva verso l’alto (rimanendo piegata). Espiriamo e riportiamo poi la gamba a terra, ripetendo dall’altro lato. Iniziamo con 3 ripetizioni, man mano nel corso del mese possiamo aumentare, il nostro obiettivo sarà arrivare a 10 ripetizioni entro fine marzo. Pronte per la sfida?

“Lo yoga ha sempre avuto una particolare predilizione per l’osservazione della natura, dalla quale ha preso spunto per imitarne i movimenti, le posizioni e cercare così di richiamare nel corpo le forze e saggezze di animali e parti della natura. Questo esercizio, semplice di per sé, è importantissimo per la flessibilità della colonna vertebrale, ci insegna ad essere sensuali e sciolte, come i felini da cui prende il nome la posizione. Rafforza l’addome, affina i fianchi e le cosce, così che possiamo davvero sentirci belle, forti, determinate, agguerrite. Lavorare sull’addome significa lavorare sul nostro terzo chakra, la sede della volontà e questo ci aiuterà a comprendere i nostri bisogni e a lottare per realizzarli.”

Esercizio 2: VAJRASANA

Andremo a lavorare ora su una variante di Vajrasana, la posizione del fulmine, rendendola molto attiva su addome e cosce. In ginocchio, rilassiamo le spalle e allunghiamo le braccia in avanti, palmi rivolti verso terra. Allunghiamo la colonna, respiriamo e incliniamoci indietro, mantenendoci su un unico asse, senza incurvare la schiena dunque. Inspirando ci muoviamo, espirando rimaniamo nella posa. Come sempre ripetiamo dalle tre alle dieci volte.

“Vayra in sanscrito vuol dire fulmine, letteralmente quindi potremmo tradurre questa Asana come la posizione del fulmine, del tuono. Per gli antichi uomini della religione induista il diamante, il materiale più duro e resistente presente in natura, era stato forgiato proprio da un fulmine. Dunque, questo esercizio richiama la nostra forza interiore, la determinazione, la resistenza, la sicurezza e il dominio di sé. “ (tratto da La via dello Yoga, Eretica Edizioni)

Esercizio 3: NAVASANA

Ultima posizione, vai che stiamo facendo un ottimo lavoro! Sedute, allunghiamo bene la schiena, respiriamo e mantenendoci in equilibrio cerchiamo di sollevare le gambe, cercando di avvicinare le ginocchia al petto. I polpacci sono paralleli al terreno. Già mantenere questa posizione è un ottimo esercizio, ma se vogliamo aumentare il livello allora scendiamo lentamente con la schiena a terra (senza appoggiare la testa), allunghiamo le gambe (senza far toccare loro il pavimento) e poi ritorniamo su alla posa iniziale. Ripetiamo dalle tre alle dieci volte.

“ La posa della barca ci porta tra le acque del mare. Il mare non è qualcosa di stabile, immutabile, ma un essere vivente che respira che non sta mai fermo e che non è mai uguale a stesso, si rinnova attimo dopo attimo. E noi? Quanto ci sentiamo in balia delle correnti interne ed esterne? Quali sono le burrasche della nostra vita?” (tratto da La via dello Yoga, Eretica Edizioni)

Concludi sedendoti, rilassandoti mentre respiri. Namastè!

Ps: segui il video e pratichiamo gli esercizi del mese insieme! Puoi anche scaricare e stampare il programma con la tabella di marcia e osservare così i tuoi progressi.


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