La via dei Trulli: la Puglia tra storia, realtà e Trulli Tales

In questo periodo, come credo buona parte dei genitori che hanno i bimbi a scuola, ho il mio piccolo malato, vittima probabilmente del primo anno di scuola materna. E così le mie giornate nelle ultime due settimane sono state interamente incentrate su di lui e sul guardare la tv insieme. E così mi sono ritrovata a guardare un cartone animato di cui assolutamente ignoravo l’esistenza, Trulli Tales, ambientato nella Puglia dei Trulli che per l’occasione diventa un villaggio fantastico in cui si muovono quattro giovani cuochi che contrastano un cattivo pasticcione.

Il cartone animato in sé è molto carino ma non è di questo che vi volevo parlare naturalmente, guardandolo mi è venuta però l’idea di parlarvi della mia Puglia dei trulli e creare un tour che vi accompagni alla scoperta proprio di queste antiche e insolite costruzioni. Immaginate di aver bisogno di una vacanza di relax, di buon cibo ma anche di scoperta, la via dei Trulli potrebbe essere la vacanza giusta per voi. Abbandonate l’idea della Puglia del Gargano e del Salento, del mare, delle spiagge e dei faraglioni, e lasciatevi abbracciare dala campagna a perdita d’occhio, gli uliveti, le querce, i muretti a secco e naturalmente i trulli, dove potrete anche pernottare.

Dove siete? Semplice, siete in quella che viene definita la Valle d’Itria, il territorio che copre la zona che va da Bari alle province di Brindisi e Taranto, quella che i pugliesi chiamano la via dei trulli e che corrisponde alla parte meridionale dell’altopiano delle Murge. Nel dover creare un tour che si adattasse bene a tutti, ho preferito inserire le cittadine più importanti e in cui è possibile davvero ammirare la bellezza e il candore, naturalmente così facendo ho tralasciato tante piccole cittadine, di cui magari vi parlerò in un’altra occasione.

Alberobello

 

Questa cittadina è sicuramente la più grande e la più famosa in tutto il mondo proprio per i trulli. Si tratta di una città dell’entroterra barese che risale al XVI secolo. A volerla costruire interamente con i trulli, queste caratteristiche abitazioni realizzate a cupola con pietra a secco e senza malta, fu il potente Conte Giangirolamo detto il Guercio delle Puglie. Il Conte ricorse a queste costruzioni per evitare il pagamento dei tributi al vicerè Spagnolo del Regno di Napoli che con un editto aveva imposto tasse per ogni nuovo insediamento urbano.

Essendo i trulli costruiti senza malta, risultavano costruzioni precarie, di facile demolizione e non tassabili. Il tempo ci dice però che sono tutt’altro che precari, visto che ad Alberobello l’intero centro storico è costruito da trulli che hanno resistito nei secoli. Passeggiare tra i vicoli del borgo antico, sarà come catapultarsi in una puntata dei Trulli Tales, cosa che potrebbe rendere questo viaggio piacevolissimo anche ai vostri bimbi.

Quello di Alberobello è un borgo ricco di colori, forme e simboli della tradizione che rivivono oggi come in passato, assieme al riecheggiare del “Guercio”, il Conte di Conversano. Tra i trulli più belli da vedere ci sono indubbiamente il Trullo Siamese, noto anche come il “Trullo dell’amore” e il “Trullo Sovrano”, l’unica costruzione a due piani con tetti conici che oggi ospita un caratteristico museo. Se amate le chiese invece, non potete evitare di visitare la chiesa-trullo dedicata a Sant’Antonio da Padova.

Locorotondo

Il tour della via dei trulli lascia Alberobello per giungere alla sua seconda tappa, Locorotondo, una cittadina tutta bianca che domina la valle. Il nome deriva dalla caratteristica forma circolare del centro antico del paese, sorto attorno all’anno mille, costituito da un insieme di casupole che gli agricoltori edificarono sulla sommità del colle, tra cui le tipiche “cummerse”, casette dal tetto spiovente. Assolutamente da vedere le chiese: la Chiesa dell’Addolorata, dello Spirito Santo, di San Nicola, di San Rocco e della Madonna della Catena. Se poi amate i vini e il cibo, non potete rinunciare ad assaggiare l’ottimo vino bianco Doc, Locorotondo, e i “gnumerèdde suffuchète”, involtini di trippa d’agnello, legati con le budella dell’animale e cotti a lungo in tegami di terracotta.

Cisternino

La terza tappa è Cisternino, città diventata nota alle cronache perché molti vip hanno acquistato casa negli ultimi anni ma soprattutto per la corrente new age che ha costituito nella cittadina un ashram (comunità spirituale)che porta in visita adepti da tutto il mondo. Ma Cisternino non è solo questo. E’ una cittadina di ventimila anime, ricca di abitazioni bianche in calce che contrastano con il verde della rigogliosa natura.

Nel centro storico troverete tante strette viuzze che si alternano a piazzette, scalinate e ballatoi fioriti. Imprescindibile una visita alla torre di Porta Grande o normanno-sveva, sulla cui sommità svetta la statua di San Nicola e la visita delle dimore storiche, il palazzo del Governatore, bellissimo esempio del barocco in Puglia, Palazzo Amati, Palazzo Lagravinese e  Palazzo Ricci-Capece con la Torre del Vento.

Per finire in bellezza la giornata, si può prendere un aperitivo al belvedere, un balcone naturale che si affaccia su tutta la valle e poi fermarsi a cena in una delle tante macellerie, dove gustare le mitiche bombette, specialità di carne ripiena.

Martina Franca

In nostro tour finisce con Martina Franca, cittadina dalle bianche stradine ricca di storia. Deve il suo nome a San Martino, che si dice salvò i suoi abitanti dalle invasioni nemiche. La cittadina è una delle più popolose della provincia tarantina, nulla a che vedere con Cisternino.

E come ogni grande città storica, da vedere c’è moltissimo: il barocco sontuoso di Palazzo Ducale, Palazzo Martucci, Palazzo dell’Università, Palazzo Motolese, Palazzo Maggi, Palazzo Ancona e, sempre all’interno della cinta muraria medievale, la pregiata Basilica di San Martino che custodisce le sculture di Stefano da Putignano e Giuseppe Sammartino. Se però volete rimanere in linea con il tour della vita dei trulli, allontanatevi un po’ dal centro e verso la campagna potrete trovare i classici trulli e i muretti a secco, con cui era cominciato il vostro viaggio, degna chiusura di una vacanza che vi ha fatto conoscere l’altra faccia della Puglia, quella rurale.

 

Autrice Valentina M. 

Comments

  • Martina
    20/11/2018 at 18:07

    Un cartone davvero bello e simpatico. Lo conosciamo. Grazie per tutte le altre belle informazioni che ci hai dato sulla Puglia.



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