Q come QUANDO NASCE UNA MAMMA mamma smidollata, storia di alice

LA STORIA DI ALICE

Una mamma smidollata si racconta oggi sul nostro blog

Alice Sara all’anagrafe, nata il 6 marzo 1983. Da sempre una “testamatta” proprio perché non sono quella che si fa ingabbiare in clichè. Una passione smodata per tutto ciò che è nerd: partendo dai giochi di ruolo, ( per chi guarda “The big bang theory” ogni tanto si vede che giocano a dungeons adn dragons) leggendo fumetti, manga, guardando anime e serie tv che la maggior parte delle “mamme” non sa nemmeno cosa siano.
Divento mamma, a 33 anni. Scelta ponderata, consapevole che avrebbe cambiato la vita sia a me, sia a quello che da settembre del 2018 è diventato mio marito.
Io e Davide stiamo insieme da 10 anni, tra alti e bassi, lavori precari, io che continuo nonostante salti di supplenza in supplenza a fare un lavoro che amo: la maestra di scuola primaria.
Ebbene, dicevamo? Ah si.. decidiamo di avere un bimbo e nel 2016, il 6 maggio faccio il test di gravidanza… Cazzo cazzo cazzo! Sono incinta! Praticamente ci riusciamo al primo tentativo, spesso scherziamo che nemmeno ci siamo divertiti.. ma ne siamo entrambi felicissimi.

La gravidanza va avanti, faccio il tri test, sembra esserci qualcosa che non va, ed essendo io sempre stata molto pragmatica, deciso di sottopormi alla villocentesi, che come risultato parziale dice che è tutto ok, ma non ne siamo ancora certi. Ne parlo con la mia ginecologa, programmiamo anche l’amniocentesi, perché ne voglio essere certa. Sono sincera, non fosse stato tutto a posto io avrei abortito, perché ci deve essere un dopo di me, ed io so di non essere eterna.
Il 4 settembre mi dicono che è tutto ok, quindi sospirone di sollievo e inizio finalmente a godermi quella gravidanza che non sapevo nemmeno come gestire tra paure, ansie e felicità.
Il termine sarebbe il 23 gennaio, ma la bambolotta decide che è tanto comoda, e si fa aspettare. Il 24 mi ricoverano, mi inducono il parto il 26 mattina, il 27 gennaio Amelia Flaminia viene alla luce alle 17 e 02. Quando mi danno in mano quel fagottino da subito io e il suo papà la soprannominiamo Melina, perchè tutta rossa.
Ci sono stati giorni bui, soprattutto in ospedale perchè la bimba non si attaccava al seno, visto che secondo le infermiere  era colpa mia e del fatto che lei schioccasse la lingua, bah!
Arrivo a casa, contatto subito una consulente per l’allattamento, e mi metto a macinare latte al tiralatte come se non ci fosse un domani.

Iniziano strani sintomi, sento che mi prudono le gambe, anzi tutto il corpo. E cosa pensi se senti prudere? Che è un problema dermatologico, no? Ecco vado da un dermatologo e nel frattempo prendo la decisione, soffertissima, di smettere col tiralatte perché una cosa sola so: Mela merita una mamma serena. Il dermatologo mi dice che è stress.. inizialmente gli credo..e vai di cortisone e antistaminici come se piovesse, ma non passa..e così trascorrono due mesi. Io so che non è stress, ma fallo capire al dermatologo!

Una mattina mi sveglio con entrambe le gambe viola, come se avessi un livido gigante, come se un elefante mi avesse schiacciato per bene durante la notte. Come se alzare le coperte e vedere che ti sei scorticata dal prurito già non fosse abbastanza.
Davide mi fa giurare almeno di cambiare dermatologo, ecco, così faccio.. vado da un altro dermatologo e finalmente mi prescrive gli esami del sangue. Mentre aspetto i risultati comincio ad avere una sensazione strana sul collo, come se avessi uno strappo muscolare.. avrò fatto qualche movimento sbagliato. Arrivano i risultati, non ho un valore a posto, solo tanti ( e dico tanti tanti) asterischi e nel frattempo quel fastidio è diventato un bozzo gonfio che ormai si vede. Il dermatologo e il mio medico di base mi mandano in ematologia. Con la mia ematologa (lo diventerà poco dopo) si pensa di fare una biopsia perché quel coso sul collo è un linfonodo.
Il 21 giugno 2017, con una bimba di nemmeno 5 mesi ho la diagnosi: LINFOMA DI HODGKIN.

Davanti al chirurgo che mi ha dato la diagnosi ho fatto la faccia da pesce lesso, cosa sarebbe? La sentenza è questa: tumore maligno delle vie linfatiche.. mi gira la testa, scoppio a piangere, l’infermiera si commuove. Io ero andata da sola, ero certa che non fosse nulla.
Ho dovuto chiamare prima mio marito e poi mia mamma. Le telefonate più brutte di tutta la mia vita.

Come fai a dire che hai un tumore a chi ti ama??
Il viaggio in macchina dall’ospedale a casa non lo ricordo. Ci ho messo ore a tornare, ho girato in macchina per distrarmi, per stare meglio.
arrivo a casa abbraccio Davide più forte che mai e lui mi dice : “ Aly insieme supereremo tutto!”

Non ho bisogno di altre parole. Inizio la prima linea di polichemioterapia, mi raso io i capelli, perché io sclego che sarò io a farli cadere e non li vedrò cadere a ciocche. Al primo controllo va bene, ma non benissimo, puntiamo un altro controllo, prima della fine. Non ho risposto, anzi il linfoma si sta espandendo.

Cambio terapia, 4 cicli di altre polichemioterapie e trapianto autologo di midollo. Ovvero mi prelevano le mie cellule staminali, le conservano e me le rinfonderanno dopo una chemio ad alte dosi. Ovviamente il trapianto autologo si deve fare ricoverate nel reparto di ematologia.
22 giorni in semi- isolamento, durissimi dove la mia bimba la vedo solo dal pc tramite skype. Ci sarebbe l’opportunità di vederla tramite un vetro ma a me sembra crudele, quindi preferisco vederla ogni sera, in braccio al suo papà.
Torno a casa, non sono in formissima ma appena ho di nuovo le energie organizzo il mio matrimonio.
Io e Davide decidiamo di festeggiare la remissione completa.
Ai primi controlli post trapianto è tutto ok, va bene, ma durante le vacanze di natale la tac evidenzia nuove formazioni  al mediastino, la sede principale della mia neoplasia del sangue. Facciamo una pet e purtroppo conferma la recidiva.
Ho iniziato ora il percorso che mi porterà al trapianto allogenico di midollo, ovvero quello da donatore. Spaventata? Beh un pochetto si ma sempre consapevole che ho un marito e una bimba che mi sostengono e mi sorreggono. Le loro mani strette alle mie, sono quelle che mi indicano la via, la via della VITA!
Ho amici e una famiglia strepitosi che mi e ci aiutano e sostengono. Io ho iniziato a scrivere, cosa che mi aiuta molto perché per me è un modo per sfogarmi e per mettere nero su bianco i miei pensieri, di modo che non vadano persi.


Ho aperto un blog (che per ora è fermo perché in via di ristrutturazione ) e ho scoperto che scrivere oltre ad aiutarmi mi piace un sacco. Uso i social (instagram @unamammasmidollata e facebook)  per raccontare la mia storia, perché spero che sia utile a qualcuno. Purtroppo il cancro esiste e c’è sempre più gente che deve fare i conti con questo “male del secolo” e davvero, magari a qualcuno può essere d’aiuto. Le mamme hanno una forza in più? Questo non lo so, io so che per me Mela , il suo papà, in primis , ma anche tutte le persone che mi sostengono sono la mia forza.
Probabilmente avrei reagito così anche se non fossi stata mamma, certo è che ho un obiettivo grande come il mondo: vedere Mela crescere ed invecchiare con mio marito.
Per ora vivo a piccoli passi, un piede dopo l’altro assaporando ciò che di belo offre la vita, la maternità e la bellezza del mondo che ci circonda.

ALICE!!!


  1. Cara Alice… tu sei la tua forza… la tua famiglia la tua forza e la cura migliore. Ti auguro con tutto il cuore che ora questo trapianto sia e lo SARÀ SICURAMENTE la soluzione definitiva perché tu possa scrivere il tuo finale e scrivere nuove e strabilianti avventure di voi tre “al mare” , in giro per l’Italia è il mondo intero. Ti meriti la serenità e la tranquillità. Ti voglio bene ❤️ Un grande abbraccio a Mela e Davide

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.