Le ricette

Conoscete la Panada alessandrina?

È un piatto povero della tradizione piemontese a cui sono particolarmente legata. Curiosi? Ve ne parlo subito!

Questo piatto in Piemonte appartiene al passato. La zuppa di pane era particolarmente diffusa nella fascia collinare e nella pianura alessandrina. La Panada veniva preparata in campagna dalle famiglie povere ed era destinata in modo particolare ai bambini piccoli e agli anziani. Erano i tempi dove buttare il pane vecchio era un sacrilegio. Sarebbe bello tornare a coltivare queste tradizioni. Nella versione piemontese, il pane raffermo è quello di pasta dura all’acqua e poteva essere rotto a pezzi o grattugiato ed eventualmente tostato nel forno. Il liquido di cottura era quello del brodo di gallina, in mancanza si può usare il brodo vegetale. Esistono molte varianti con soffritto d’aglio o di cipolla, olio d’oliva, pepe o peperoncino. La ricetta qui presentata è quella della mia zia, che al tutto univa un uovo. La variante tradizionale non lo prevede.

Ingredienti per 4 persone                              250 gr di pane di pasta dura raffermo        
2 litri di brodo
30 gr di burro                                                     40 gr. di parmigiano grattugiato
1 uovo
Sale e pepe q.b

Procedimento
Prendete il pane di pasta dura verificando che sia secco, frullatelo. Mettete in una casseruola il burro e fatelo fondere, unite il pane grattugiato e mescolate facendo assorbire completamente il burro dal pane. Aggiungete il brodo bollente e fate cuocere lentamente per 30 minuti mescolando all’inizio della cottura. A fine cottura aggiungete il parmigiano grattugiato e mescolate. Prima di servire rompete dentro un uovo e mescolate energicamente. La panada deve essere caldissima. Se gradite spolverizzate con pepe nero. Per seguire la tradizione al 100% accompagnate questa zuppa con un Barbera invecchiato.

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