La storia di Elena

Ciao a tutti,

come promesso nella mia presentazione, voglio raccontarvi tutte le storie delle mamme che ci scrivono.

Inizio in stile Maria De Filippi, preparatevi!!!!

Questa è la storia di Elena, una donna in carriera, indipendente e dedita al suo lavoro che proprio non si aspettava un cambiamento così radicale nella sua vita.

Dopo aver letto la sua mail sono rimasta sconvolta dal mondo in cui viviamo oggi. Ho vissuto più o meno la sua stessa situazione e vi garantisco che non è semplice.

Vi lascio leggere la sua storia…

“Mi chiamo Elena, ho 34 anni, vivo a Sacile in provincia di Pordenone e sono la mamma di Alberto da 8 mesi e mezzo. Prima la mia vita, però, era molto diversa.

Mi sono sposata a 32 anni con Andrea e mi sono trasferita dalla provincia di Udine a quella di Pordenone. Non un grande cambiamento, perché ero una commerciale, abituata a vivere in auto, quindi mi spostavo in giro per il Friuli senza pensieri. Inoltre per me il lavoro veniva prima di tutto. Ho sempre pensato che mi definisse come persona, mi faceva sentire indipendente, era il mio biglietto da visita insieme al mio aspetto sempre curato e in forma.

Quindi decidere di avere un figlio e mettere in stand by il lavoro, era una scelta davvero difficile. Però a marzo del 2017 con mio marito decidiamo che è ora di mettere in cantiere un pupo. Non ero molto ottimista, perché era un periodo molto stressante sia per mio marito sia per me. Eppure qualcuno lassù ha deciso di farmi rimanere incinta al primo tentativo! Siamo stati davvero tanto fortunati.

Posso dire che la fortuna mi ha seguito per tutta la gravidanza, che è stata molto serena, ho continuato a lavorare fino al settimo mese nonostante il mio lavoro fosse un po’ a rischio, ma io stavo bene e non ho mai pensato di smettere prima. Ho sempre camminato tantissimo, facevo le scale anche al nono mese di gravidanza, nonostante avessi un pancione enorme.

Però arrivato l’inizio del congedo per maternità, ho creduto che la mia fortuna mi avesse abbandonata: mi hanno telefonato per dirmi che non mi avrebbero rinnovato il contratto di lavoro. Era il 5 ottobre, il contratto sarebbe scaduto il 31. Nella mia ingenuità credevo che me l’avrebbero chiuso per poi ricominciare a marzo. Invece no, non servivo più. Per me è stata davvero una batosta, per me che lavorare è sempre stato fondamentale. Non potevo deprimermi perché avevo Alberto nella pancia che doveva continuare ad essere la mia priorità, ma io, senza lavoro, mi sentivo una “signora nessuno”.

È stata dura, mi guardavo allo specchio e mi vedevo deforme e senza futuro…ora lo so che erano pensieri senza senso, ma in quel momento gli ormoni non mi facevano essere la solita donna ottimista.

In più Alberto, in quello che doveva essere l’ultimo controllo in ospedale, era immerso in troppo liquido amniotico. E alla scadenza del 5 dicembre era ancora nel mio pancione.

Il 7 dicembre ho avuto un ulteriore controllo in cui mi hanno chiesto se ero d’accordo di indurre il parto il giorno seguente, data la grande quantità di liquido. Certo, io non ne potevo più di quel pancione, volevo conoscerlo per guardarlo e vederlo sano tra le mie braccia.

Mio figlio, però, non era d’accordo, e a mezzanotte sono partite delle fitte dolorose ai reni che mi impedivano di stare a letto. Volevo resistere, ma alle 3 ho svegliato mio marito che di corsa mi ha portato all’ospedale, nonostante il mio ripetere “ma non si sono rotte le acque!”.

Meno male, perché se si fossero rotte a casa avrei creato un fiume, oltre al fatto che c’era il rischio che potesse girarsi. La fortuna era tornata dalla nostra parte.

Alberto è nato l’8 dicembre alle 22.22 con un parto naturale.

E da quel momento la mia vita è cambiata. Per la prima volta non ero più al centro del mondo, ma c’erano soltanto lui e Andrea, mio marito.

Sono cambiate tutte le priorità, da quel giorno metto sempre avanti le sue esigenze.

Questo non significa che mi sono annullata, anzi, ma ogni scelta viene calibrata. In più, ho sempre pensato di essere organizzata, ma da quando Alberto è arrivato, sono molto, ma molto più organizzata e pianificatrice.

Inoltre non ho più la stessa fretta di prima di tornare a lavorare. Tra l’allattamento e la velocità con cui Alberto sta crescendo, non so davvero come sarei potuta rientrare al lavoro. Per la prima volta nella mia vita mi sto prendendo del tempo per me, per capire che cosa voglio fare “da grande”.

Mi spaventa il fatto di non sapere cosa mi aspetta, ma sono ottimista e sento che è successo tutto questo per un motivo e che lo scoprirò insieme ad Alberto.”

Dopo aver letto la sua storia, cosa ne pensate?

 Potete trovare Elena su Instagram!!

 

 SE ANCHE VOI VOLETE RACCONTARE LA VOSTRA STORIA, SCRIVETE ALLA NOSTRA MAIL

 Autore: Chiara

Comments

  • Martina
    15/09/2018 at 7:44

    Questa storia credo che accomuni il pensiero di tante mamme! In bocca al lupo per tutto cara Elena!!!



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